LUCIANO TITTARELLI
settevoltesette
Il sette è un numero intensamente connotato e impiegato in varie civiltà e culture per indicare la ciclicità della natura o gli apparati simbolici di diverse mitologie e religioni. Si potrebbero citare molti esempi, alcuni più noti, altri meno, ma la valenza fisica e spirituale del numero rimane comunque un dato attestato. Luciano Tittarelli ha concepito la serie delle opere in maiolica come un ciclo, una sequenza ritmica collegata, stabilendo, attraverso il numero sette, un senso di compiutezza, ma implicando, allo stesso tempo, uno sviluppo in altri cicli possibili e attuabili. Ogni piatto, costituisce un’unità completa e risolta, stabilendo una relazione con gli altri sei, come esito che non è mai finale, ma continuo e sempre in fieri. L’artista ha riportato sullo smalto di base delle maioliche lo schema grafico dei circuiti elettronici, impiegando processi serigrafici semiartigianali, applicati in secondo fuoco. Ha poi inserito interventi a lustro metallico industriale a terzo fuoco, sia nei filetti di contorno che nei piccoli tondi appartenenti allo schema del circuito. Il risultato è senz’altro sorprendente per l’interpretazione originale e moderna di un oggetto così tipico della ceramica funzionale e decorativa, trasformato in superficie pittorica circolare su cui si snodano le linee vibranti dei circuiti. La scelta del circuito come motivo grafico e proposta tematica appare interessante per la trasposizione antifunzionale di tale elemento che richiama atteggiamenti dadaisti e concettuali, alla base di una linea estremamente vitale dell’arte contemporanea. Inoltre viene affermato il valore formale di un prodotto tecnologico, cui normalmente si attribuisce unicamente un’intenzione pratica. Si stabilisce così un’intersezione con l’ambito della produzione seriale dell’industria tecnologica, scoprendo fonti di ispirazione nuove e stimolanti. In fondo una delle caratteristiche delle arti visive è sempre stata l’attenzione agli sviluppi scientifici e tecnici di ogni epoca. Attualmente l’enfasi è decisamente concentrata sugli apparati tecnologici intesi come mezzi di produzione artistica, mentre la ricerca di Luciano Tittarelli, nell’avvalersi dei procedimenti di una delle tradizioni più arcaiche, quella della ceramica, approda alla tecnologia moderna da un altro versante, mettendo in atto un’indagine puramente visiva che tende a svelare il senso espressivo e la dimensione poetica di quei prodotti industriali, altrimenti anonimi e privi di qualsiasi significato estetico. L’artista ha poi voluto creare un percorso di interazione con la musica elettronica, coinvolgendo un giovane compositore, Diego Cusano, il quale ha composto e registrato sette brani musicali ispirandosi al ciclo 7 di 7. La dimensione multisensoriale implicata dall’incontro di linguaggi espressivi diversi si attua nell’espandersi e nel dissolversi dei confini percettivi abituali, in un’esperienza fruitiva che tende a quella totalità sempre invocata da ogni arte che voglia definirsi di avanguardia. Marinella Caputo
Al più presto, verranno comunicati il luogo e la data della presentazione della collezione.
Ogni opera della collezione "settevoltesette", numerata singolarmente, è a tiratura limitata nel numero di 49 pezzi. Nella confezione verrà inserito un cd con sette brani di musica elettronica realizzati appositamente per ogni singolo soggetto dal compositore Diego Cusano.
Le eventuali differenze di spessori, tonalità dei colori e del metallo prezioso, sono una conferma che quest’opera è stata realizzata con procedimenti artigianali che la rendono unica ed originale. |