
Il documento di questa forma d'arte porta la data del 12 agosto 1290 ed attesta un pagamento "in natura" con "unam soumam vasorum". E' questo il periodo arcaico con produzione di oggetti di uso comune: versatori, bacili, scodelle, panate con decorazioni geometriche e zoomorfe. I colori dominanti sono il verde ramina e il bruno manganese.
Nei secoli successivi la maiolica derutese raggiunge il massimo splendore, diffondendosi nel '500 nelle principali città, non solo italiane. Artisti come Giacomo Mancini (El Frate) e Francesco Urbini, firmano opere di grande rilievo.
Piatti da pompa, coppe amatorie, impagliate, stemmi nobiliari, presentano un repertorio di motivi con figure femminili, scene mitologiche, battaglie e immagini sacre. Numerose, diverse ed originali sono le decorazioni: floreali, zoomorfe e grottesche, a girali floreali, embricazioni a occhio di penna di pavone, a corona di spine, a denti di lupo, a petal back. Intanto la tavolozza dei colori si arricchisce con l'arancio, il blu ed il giallo. Appare altresì la tecnica del lustro, con splendidi riflessi dorati nelle opere di maggior pregio.
Pavimenti, quali quello della chiesa di S. Francesco di Deruta (1524), di Santa Maria Maggiore in Spello e della Sacrestia di S. Pietro a Perugia, sono ulteriori testimonianze della migliore produzione delle maioliche derutesi. Attraverso i tempi, lo stile e i decori si trasformano nel "Compendiario" dai tratti veloci, e nel "Calligrafico" di ispirazione moresca con intreccio di foglie, fiori, arabeschi, uccelli ed altri animali.
Nel XVIII secolo si assiste ad un periodo di crisi, durante il quale, tuttavia, si nota la reazione di Gregorio Caselli che apre a Deruta una fabbrica di maioliche fine ad imitazione della porcellana.
Dopo l'Unità d'Italia inizia una significativa ripresa dovuta all'opera di Angelo Micheletti, Alpinolo Magnini, e David Zipirovic.
I laboratori delle Ceramiche Sambuco Mario, con la loro produzione, sono oggi un esempio dell'alto livello qualitativo raggiunto, attraverso il tempo, dalla maiolica derutese.
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